Torre Guaceto

Torre GuacetoGli otto kilometri di litorale tra Punta Penna Grossa e gli Scogli di Apani rendono Torre Guaceto un gioiello da preservare, che si incastona nell’omonima riserva e area marina protetta. La Riserva naturale è situata sulla costa adriatica nell’alto Salento, a pochi kilometri da Carovigno e San Vito dei Normanni, e vanta ben 3 Vele di Legambiente.
Un luogo in cui si susseguono con naturalezza spiagge, dune, macchia mediterranea, ma anche tratti di costa rocciosa e una vegetazione rigogliosa che si spinge sin sulle coste.

La sabbia, bianca e soffice, caratterizza il litorale che si estende sino a Punta Penna Grossa, sino a dispiegarsi in varianti rocciose che danno origine a suggestive calette dai contorni piuttosto frastagliati.  La spiaggia di Punta Penna Grossa è un susseguirsi di dune considerate monumentali per via dell’altezza, che talvolta raggiunge anche i dieci metri, incorniciate dai cespugli tipici della macchia mediterranea, ed è un ritrovo perfetto per vacanze di famigliole con bambini al seguito.

Un tratto di spiaggia è libera, un altro tratto è gestito dall’ente parco, e non solo agevola l’accesso al mare, consentendo ai genitori di rilassarsi in tutta tranquillità, ma prevede anche un attrezzatura adeguata per consentire ai diversamente abili di usufruire del servizio, con una passerella in legno che arriva sino al mare e sedie job.

Insenatura a Torre Guaceto

Torre Guaceto è una torre aragonese che si staglia ancora oggi sul panorama salentino, nata dalla necessità di presidiare questo luogo che un tempo fungeva da porto sicuro per una continua attività commerciale, e costruita nel 1531 entrando ufficialmente a far parte del sistema difensivo costiero contro le incursioni turche: le varie torri di avvistamento che punteggiano le coste salentine, infatti, erano interrelate tra loro, e comunicavano grazie a segnali di fumo il giorno e di fuoco la notte.

A questi segnali se ne aggiungevano degli altri, sonori, che comprendevano un suono costante di campane, grazie a cui veniva lanciato l’allarme che raggiungeva le popolazioni, che avevano così la possibilità di rifugiarsi nelle masserie fortificate e nelle torri.

Salendo sino in cima alla vedetta è possibile rimirare il paesaggio e perdersi nella bellezza dell’intera area marina protetta. Questa è suddivisa in zone:

Zona A: quella che abbraccia i tratti di mare di fronte alla torre e gli isolotti di Apani e Guaceto, in cui è consentito solo immergersi per attività come snorkeling e ricerche;

Zona B: dalla parte nord della torre sino a Punta Penna Grossa, in cui è possibile immergersi tranquillamente senza alcun divieto;

Zona C: da Punta Penna Grossa sino alla parte sud, in cui si pratica pesca ecosostenibile.

Un luogo questo, in cui anche i segni del tempo sembrano non interferire con la bellezza di spiagge e paesaggi, che vengono lambiti da un mare trasparente e cristallino, popolato da banchi di posidonia, un importante bioindicatore che attesta come queste acque siano pure e incontaminate tutt’oggi.


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