Baia delle orte, Otranto

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Dopo aver parlato della Baia dei Turchi, dopo la distesa di mare azzurro che avvolge Otranto, cullandola e deliziandola con profumi intensi e salmastri, scendendo verso su, dopo Torre del Serpe, ci si sposta verso un tratto di costa così selvaggio e naturale che la sola visione riesce a togliere il fiato anche ai più ostili al mare, ammesso che ce ne siano.

Parliamo di Baia delle Orte, nome che deriva dal termine “ortor”, punto in cui “sorge il sole”, un manto di acqua che orla una scogliera bassa, su cui crescono cespugli, fiori, piante aromatiche, a cui si accede dopo aver attraversato un sentiero che si inerpica in una pineta e la macchia mediterranea stessa. La costa è rocciosa, ma la scogliera bassa rende facile l’accesso diretto al mare, ed è l’deale per gli amanti della natura più selvaggia, dell’isolamento e della pace dei sensi. Basta spostarsi e arrampicarsi tra le rocce, infatti, per raggiungere piccoli anfratti e calette del tutto spopolate, stendere l’asciugamano, chiudere gli occhi e lasciarsi trascinare solo dai profumi, dalla sensazione del sole che riscalda la pelle, rinfrescandosi con un tuffo non appena si ha voglia.

Baia delle Orte (fonte foto geoview)

Baia delle Orte
(fonte foto geoview)

Tra le particolarità della baia, il fatto di essere raggiunta da correnti fredde, frutto dell’intersezione delle acque con delle polle di acqua dolce, come il Fiume d’oro e Fontana, oltre ad avere una fauna marina di grande rilevanza. Proprio per questo motivo la località è amatissima da coloro che sono avvezzi allo snorkeling e amano praticarlo in zone dedicate e selvagge.

La baia, fuori dalle logiche degli stabilimenti balnerari, da lettini e ombrelloni, musica di sottofondo o ad alto volume, è un’oasi di pace e relax, da cui ammirare nelle giornate più limpide le vette dei Balcani, solo rivolgendo lo sguardo all’orizzonte.

Nelle vicinanze svetta la rinomata Torre del Serpe, baluardo difensivo delle coste noto per essere dedicato proprio a un serpente, guadagnatosi onori tanto da denominarne una torre proprio perchè, secondo una leggenda, durante le scorribande saracene bevve l’olio che alimentava la fiamma del faro, spegnendo il tutto lasciando tutti disorientati.

Nelle vicinanze della baia sorge un laghetto molto caratteristico e molto noto, che ha origine in un’ex cava di bauxite ormai dismessa, che ha fatto sì che l’acqua avesse un color smeraldo intenso, ricco di sfumature dalla grande bellezza. Siamo anche nelle vicinanze del faro di Punta Palascia, segno che siamo nel punto più orientale di tutta Italia.

Cava di bauxite (fonte foto Leccesette.it)

Cava di bauxite
(fonte foto Leccesette.it)


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